Diablo 4: Cosa sappiamo ad oggi

Durante un’intervista del 2007 con TechPowerUp fu chiesto a Rob Pardo, producer di Diablo III, perché StarCraft 2 fosse così in ritardo sui piani e quando avessero in mente di rilasciarlo. Lo sviluppo del gioco era cominciato nel lontano 2003 – un’intera era geologica prima per un’industria così rapida – e ancora non c’era traccia di una data d’uscita, o anche solo di un anno. Pardo rispose con una frase tanto laconica quanto significativa: “Uscirà quando sarà pronto”.

La prima cosa da tenere a mente è che questo è il credo di Blizzard. L’azienda si è sempre contraddistinta per non seguire le normali logiche del mondo dei videogiochi, preferendo rimandare continuamente (se non addirittura cancellare) i giochi se non raggiungevano i suoi altissimi standard di qualità. La seconda è che per questo motivo Blizzard non annuncia i giochi se non è sicura al 100% che li rilascerà. Lo stesso StarCraft 2 fu confermato solo nel 2007, e questa logica viene applicata anche al gioco per cui siamo tutti qui: Diablo 4.

La lunga attesa

Diablo 3, come sappiamo bene, è uscito nel lontano 2012 – e siamo ben oltre il punto in cui ci si aspetta di ricevere il sequel. Dopo il rilascio di Reaper of Souls (2014)e del pack L’Ascesa del Negromante (2017) c’è stato un silenzio radio che ha causato qualche preoccupazione, soprattutto visti i pareri sulla scarsa quantità di contenuti di Negromante. Con l’imminente arrivo della Blizzcon 2019 a inizio novembre, però, sta iniziando a salire un ronzio in internet su di un possibile annuncio di Diablo 4. Mettiamo da parte Diablo Immortal per il momento, e tutte le discussioni relative al suo annuncio. Di Diablo 4 cosa sappiamo?

Innanzitutto, sappiamo che non è ancora stato annunciato ufficialmente. Ciò vuol dire che ogni ragionamento è speculativo, certo, ma se fosse solo un “beh noi pensiamo che” allora non avremmo scritto questo articolo. Un videogioco del calibro di Diablo non è qualcosa che si può sviluppare di nascosto, e ci sono degli indizi che con un po’ di attenzione è possibile scovare.

Lo sviluppo

Sappiamo innanzitutto da un video postato su YouTube che Blizzard è impegnata “a lavorare su multipli progetti legati a Diablo”, nelle esatte parole della community manager Brandy Camel. Il dettaglio è passato in secondo piano in seguito al vespaio scatenato da Immortal, ma è chiaro che il riferimento non era solo al gioco per cellulari – in particolare vista la frase “alcuni di questi progetti richiederanno più tempo di altri”.

Di quell’annuncio ne abbiamo conosciuto solo uno, il già citato Immortal. È più che plausibile che uno di questi sia Diablo 4, soprattutto se si considera che Jason Schreier, forse il giornalista videoludico più famoso del momento, ha pubblicato un pezzo investigativo su Kotaku (in inglese) che raccoglie rivelazioni da parte dei dipendenti di Blizzard.

Diablo 4: le confessioni

Stando a quello che riportano le fonti di Schreier, dopo Reaper of Souls Blizzard preferì concentrarsi subito su Diablo 4 invece che sulla seconda espansione programmata. Come già detto per Immortal, non siamo qui per parlare di altri giochi – se siete incuriositi dai retroscena dello sviluppo di Diablo III post-lancio vale davvero la pena di leggere direttamente il pezzo. Volendo mantenere l’alto livello di qualità dell’azienda e con (apparentemente) poca fiducia nella situazione di Diablo III, il management preferì fare tabula rasa e iniziare ad occuparsi immediatamente di Diablo 4.

Il primo esperimento venne chiamato Hades, e fu un tentativo di riscrivere le regole per far sembrare Diablo qualcosa di nuovo; cambiamento più notevole una telecamera dietro le spalle ispirata agli sparatutto in terza persona o a Dark Souls. Purtroppo (o per fortuna?) anche questo progetto fu cancellato, apparentemente intorno al 2016. La seconda versione, chiamata Fenris (nome del lupo figlio di Loki), si rivelò invece più promettente e divenne la versione in sviluppo tutt’oggi. Ma quali sono le caratteristiche di Fenris?

Lo sviluppo di Diablo 4 (Fenris)

Stando alle rivelazioni che ha ricevuto Schreier, Diablo 4 sarà un gioco molto più “oscuro” del precedente. Pare infatti esserci una sensazione, all’interno di Blizzard, che per quanto Diablo III fosse un ottimo gioco lo stile non fosse tanto spaventoso quanto la serie dovrebbe essere. È innegabile che Diablo come serie ha le sue radici nell’horror fantasy, tra cadaveri riportati in vita, incarnazioni del Demonio, massacri e torture. Lo sviluppo di Fenris è quindi partito con l’idea di rimuovere gli elementi più “cartooneschi” e di riavvicinarsi all’atmosfera tetra che ha reso famoso Diablo II.

Concept art di Diablo III

Uno dei motivi per cui Blizzard pare reticente ad annunciare Diablo 4 in maniera ufficiale è legato a Titan, l’MMO fallito dai cui resti venne creato Overwatch e che ancora brucia molto agli sviluppatori americani. La lezione che Blizzard ha imparato è che conviene mantenere il massimo riserbo, per evitare che tutto il mondo veda i tuoi panni sporchi e si persuada del tuo fallimento anche se non è mai stato nemmeno rilasciato nulla.

Si vocifera anche di possibili elementi MMO leggeri, anche se pare poco chiaro quanto sia stato inserito nel gioco attuale e quanto fosse solo uno spunto durante lo sviluppo. Impossibile non menzionare che c’è una certa attenzione al denaro da parte di Blizzard – molte discussioni dietro le quinte sono legate all’aspetto finanziario del gioco e alla monetizzazione di Diablo, spingendo molti a speculare che Diablo Immortal sia la versione “trendy” di Diablo pensata per il guadagno mentre Fenris sia quella per i fan più duri e puri, più dark e più hardcore del titolo per cellulari.

Render di Diablo II, che mostra l’attenzione all’uso del nero e degli scuri

Faccio una parentesi per ricordare che, al momento, Blizzard non sembra concentrarsi in prima persona su Immortal Diablo Immortal èinfatti sviluppato in parte dalla cinese NetEase, con Blizzard in un ruolo apparentemente più simile a quello di un publisher che a uno sviluppatore, e pare essere pensato soprattutto per il mercato cinese. Ci sono quindi indizi che paiono essere fondati sullo sviluppo di Diablo 4, soprattutto visto che è stato confermato che non è gestito dallo stesso team di Immortal nell’articolo. È doveroso però ricordare che, nonostante Schreier sia un giornalista dall’integrità d’acciaio, la sua inchiesta risale a quasi un anno fa e molte cose potrebbero essere cambiate da allora.

Nuove prove e conclusioni

L’atmosfera tetra e matura pare essere confermata da una dichiarazione di Allen Adham alla Blizzcon 2018, in cui afferma che “i futuri giochi di Diablo avranno un rating M (Mature)”. Lo stesso Adham parlando con GameDaily.Biz ha fatto un’allusione al fatto che gli sviluppatori avessero tentato di avere un annuncio pronto per quell’anno, ma cause non meglio precisate gli avessero impedito di soddisfare i fan come volevano in origine.

 Ci sono stati report che Blizzard pare aver registrato Diablo4.com, ma vogliamo gettare acqua sul fuoco in questo caso: non è raro per le aziende registrare domini online in modo che nessun altro possa registrarli prima di loro, e non vuol dire che sia necessariamente legato a un annuncio imminente.

In conclusione, sappiamo che il gioco sarà quasi certamente più tetro e ispirato a Diablo II rispetto a quanto siamo abituati, ma non abbiamo nessuna conferma vera e propria di un annuncio imminente, se non stime della stampa per un rilascio attorno al 2020. Mancano poco meno di due mesi al prossimo Blizzcon, e stiamo attendendo tutti con il fiato sospeso – e qualunque sia l’opinione sul gioco in sé, è innegabile che il lancio di Immortal sia stato un fallimento dal punto di vista delle pubbliche relazioni. Blizzard ha bisogno di qualcosa che faccia furore, e i fan sono pronti a supportare un nuovo progetto di grande impatto, qualunque esso sia. Un ritorno a Tristram? Qualcosa di completamente nuovo? Qualunque cosa sia non vediamo l’ora di scoprirlo.  

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Stefano Zocchi

Scrittore ed editor, cresciuto a pane e videogiochi di seconda mano. Amante tanto dei giochi quanto del parlare di videogiochi, scrivo sia per il web che per i libri di carta tradizionali. Negromante for life, potete trovarmi al Bug Arcade Bar di Milano impegnato a sviluppare e godermi ottimo alcool e ottime conversazioni.