The story so far… (parte 4)

Bentornati per il quarto appuntamento della storia di Diablo. Nella scorsa puntata avevamo lasciato Aidan, figlio di Re Leoric e posseduto da Diablo, in partenza verso le terre dell’Est. Oggi scopriremo il perché di questo viaggio ripercorrendo la storia del secondo capitolo della saga.

Nostalgia, nostalgia canaglia…

Il monastero della Sorellanza

Aidan, ormai completamente succube del potere di Diablo, scelse come prima destinazione del suo viaggio il Monastero della Sorellanza dell’Occhio Invisibile. Lo accompagna Marius, testimone dei poteri del Viandante (nda: nel gioco Marius è il narratore della storia e voce dei filmati. Nel filmato introduttivo Marius è l’unico superstite quando Aidan distrugge una locanda).

Arrivato al monastero, sottomise l’ordine delle Ranger ed evocò un’orda di demoni a proteggere il passaggio. E’ a questo punto che un gruppo di eroi si radunò al vicino Accampamento per combattere l’invasione – un Barbaro di Arreat, un’Amazzone delle isole Skovos, un Paladino di Zakarum, un’Incantatrice del Kejistan e un Negromante delle Giungle Orientali.

Gli eroi si fecero strada combattendo i demoni a guardia del Monastero e sconfissero alcuni dei generali convocati dall’Oscuro Viandante, come Corvo Sanguinario e il Fabbro (nda: Corvo Sanguinario è in realtà la ladra del primo Diablo. Anch’essa corrotta dal potere del Primo Maligno entra a far parte delle schiere infernali con tutta la Sorellanza). Raggiunta una Tristram ormai distrutta, salvarono Deckard Cain imprigionato dai demoni.

Moreina, trasformata in Corvo Sanguinario

Arrivati nelle profondità del Monastero, gli eroi affrontarono nientemeno che Andariel, uno dei Maligni Minori. Sconfitta la demone, il passaggio attraverso il Monastero fu finalmente riaperto e ottenuto nuovamente l’accesso alla strada verso Lut Gholein.

Il deserto di Lut Gholein

Nel mentre, l’Oscuro Viandante e Marius presero la strada per il deserto. Lo scopo di Aidan era uno soltanto: liberare i due Primi Maligni ancora imprigionati nelle Pietre dell’Anima. Per questo erano alla ricerca della Tomba di Tal Rasha, dimenticata sotto le sabbie roventi.

Finalmente, raggiunta la tomba, trovarono Tal Rasha ancora incatenato dove si era sacrificato come contenitore per l’anima di Baal. Ma a guardia dell’Horadrim era Tyrael, che una volta scoperta la partenza di Aidan da Tristram arrivò a difesa della Pietra.

Tyrael e l’Oscuro Viandante combattevano alla pari, ma Baal riuscì a ingannare il povero Marius convincendolo a estrarre la Pietra dell’Anima. Quindi ormai libero, attaccò Tyrael insieme a Diablo, e i due riuscirono a imprigionarlo.

Marius che rimuove la Pietra dell’Anima dal petto di Tal Rasha

Impossibilitato a fuggire, Tyrael ordinò a Marius di scappare con un frammento della Pietra, e di raggiungere Kurast. In quel luogo vi era un portale di accesso agli Inferi attrraverso il quale avrebbe potuto raggiungere la Forgia Infernale e distruggere la Pietra, bandendo per sempre i Primi Maligni da Sanctuarium.

I nostri eroi arrivarono a Lut Gholein solo successivamente a questi avvenimenti. Riusciti ad avere accesso al Santuario Arcano, sconfissero l’Invocatore e ottennero il passaggio per la Valle dei Maghi, dove era locata la Tomba di Tal Rasha. (nda: l’Invocatore non è altro che lo Stregone del Primo Diablo, caduto anch’egli sotto il dominio del Primo Maligno).

L’Invocatore, prima conosciuto come Jazreth in Diablo 1

Gli eroi sconfissero il demone Duriel a guardia della Tomba e trovarono Tyrael, che li incaricò di seguire Marius allo scopo di avere migliori possibilità di successo di quelle di un povero vecchio.

Le giungle di Kurast

I poteri di Diablo si manifestavano sempre più forti nell’Oscuro Viandante. Assieme a Baal si diresse verso Travincal, la città sacra degli Zakarum. Qui era custodita la Pietra dell’Anima di Mephisto, l’ultimo dei Primi Maligni.

Mephisto stesso era già all’opera: come Diablo con Leoric, sconvolse la mente dei guardiani della Pietra e l’intero ordine di Paladini di Zakarum divenne il suo braccio armato in Sanctuarium. Quindi gli altri due fratelli non incontrarono nessuna resistenza sul loro percorso e raggiunsero il Tempio di Travincal.

l’Incantatrice al Tempio di Travincal

I Tre ora riuniti, dettero vita al loro piano: evocare le orde di demoni attraverso il portale qui presente per invadere Sanctuarium. Diablo, ormai vinte tutte le resistenze di Aidan, ritornò alla sua forma di demone completa, e con Baal attraversò il portale. Mephisto rimase guardia dello stesso in quanto ormai i Tre erano a conoscenza dei nostri eroi all’inseguimento.

Gli eroi affrontarono tutti i mostri a difesa di Travincal, incluso l’Alto Consiglio Zakarum ora non altro che un gruppo di demoni assetati di sangue. Scesi nelle profondità del Tempio, combatterono e sconfissero Mephisto. Presa la Pietra dell’Anima, attraversarono il portale per portare a termine la missione affidata loro da Tyrael.

i Tre Maligni riuniti nelle profondità di Travincal

Purtroppo, nessuno si era accorto di Marius. Egli aveva assistito alla riunione dei Primi Maligni e terrorizzato oltre ogni limite fuggì, facendo perdere ogni sua traccia.

Il viaggio negli Inferi

Oltre il portale, gli eroi arrivarono alla Fortezza del Pandemonio, ultimo baluardo del Paradiso alle porte degli Inferi.

Ormai pronti per la missione finale, partirono alla volta della Forgia Infernale per distruggere la Pietra di Mephisto. Uno dei primi nemici sconfitti fu Izual, angelo ormai corrotto che fu responsabile del piano dei Primi Maligni. Infatti fu Izual stesso a confessare sotto tortura come corrompere il potere delle Pietre dell’Anima. Quindi, l’esilio dei Tre non era altro che un piano ben congegnato dai Primi Maligni stessi per avere accesso a Sanctuarium!

i cinque eroi nello scontro con Diablo

Arrivati alla Forgia Infernale, la Pietra di Mephisto venne distrutta. A questo punto l’ultimo obiettivo era Diablo stesso – una volta sconfitto, l’invasione di Sanctuarium sarebbe stata scongiurata. I nostri eroi ebbero successo, e la Pietra di Diablo fu anch’essa ridotta in frantumi.

Tuttavia Baal era ancora a piede libero. Rintracciato Marius in un manicomio, riuscì a farsi consegnare con l’inganno il frammento di Pietra ancora in suo possesso, per poi ucciderlo.

Arreat e la Pietra del Mondo

Baal convocò le sue truppe per assediare il Monte Arreat. Quello era il suo obiettivo: il luogo in cui era sepolta la Pietra del Mondo. L’intera regione fu razziata, tranne per Harrogath; il sacrificio degli Anziani riuscì a creare uno scudo di protezione attorno alla cittadina.

Uno soltanto rimase in vita: Nihlathak. Custode della Reliquia degli Antichi, chiave per accedere alla Pietra del mondo, scese a patti con lo stesso Baal per avere salva la vita. Il Primo Maligno ebbe libero accesso all’Arreat.

Il gruppo di avventurieri giunse ad Harrogath, ora accompagnati da un’Assassina dell’ordine dei Viz-Jaq’taar e da un Druido delle foreste di Scosglen. Scoperto il tradimento di Nihlathak si addentrarono nelle lande del Nord per cercare di recuperare la Reliquia, arrivando però troppo tardi.

L’unica soluzione era quella di seguire Baal: arrivati alla sommità del Monte Arreat, si trovarono di fronte gli Antichi. Scelti da Bul-Khatos in persona, Korlic, Madwac e Talic erano a guardia della Pietra del Mondo dal momento della sua creazione.

i Tre Antichi sulla sommità del Monte Arreat

Non avendo la Reliquia, i nostri eroi furono costretti a sconfiggerli in combattimento per avere accesso alla fortezza. Superate le orde di demoni evocate da Baal, arrivarono allo scontro diretto con il terzo dei Primi Maligni, riuscendo alla fine a batterlo una volta per tutte.

La Pietra dell’Anima di Baal fu anch’essa portata alla Fornace Infernale e distrutta. Tuttavia non ci furono festeggiamenti per la vittoria sul male. Baal era comunque riuscito a portare a termine la sua missione; era riuscito a corrompere la Pietra del Mondo; l’influenza del male si sarebbe diffusa su tutto Sanctuarium.

Un finale dolceamaro

Tyrael prese quindi la decisione più difficile: scagliando la sua spada, distrusse la Pietra del Mondo. In questo modo l’umanità era salva, ma lo scudo attorno a Sanctuarium che impediva l’accesso ad Angeli e Demoni cadde per sempre.

Tyrael in procinto di distruggere la Pietra del Mondo

Qui termina la storia di Diablo 2. Nella prossima (e purtroppo ultima) puntata della serie, rivivremo gli avvenimenti del terzo capitolo della trilogia e capiremo cosa ci si potrebbe aspettare da un eventuale nuovo capitolo della saga.

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Marco Rossetton

Appassionato di pc building, gaming, lore freak e number cruncher. La passione per Diablo influenza da sempre le mie esperienze videoludiche.