The story so far…(parte 5)

Benvenuti alla quinta e ultima parte della serie sulla lore di Diablo. Abbiamo ripercorso assieme ed in velocità gli avvenimenti dalla nascita di Sanctuarium fino alla Distruzione della Pietra del Mondo da parte di Tyrael. Oggi vedremo quali saranno le conseguenze della sua scelta.

Leah, nipote adottiva di Deckard Cain

Vent’anni dopo

Con la distruzione della Pietra del Mondo, Sanctuarium divenne un luogo conosciuto a Paradiso ed Inferi. Il tempo passò, e lo scontro con i Tre Primi Maligni venne dimenticato da tutti, tranne che da Deckard Cain.

Spostatosi nella cittadina di Nuova Tristram, sorta nelle vicinanze delle rovine della precedente, volle continuare gli studi sul male che aveva permeato quelle terre, convinto che la minaccia non fosse stata del tutto debellata.

Vent’anni dopo, una stella cadde dal cielo, colpendo le rovine della Cattedrale. Leah, nipote adottiva di Cain, corse in cerca di aiuto per salvare suo nonno; lo trovò in cinque avventurieri accorsi a Nuova Tristram dopo aver sentito le storie sul meteorite: un Barbaro, un Cacciatore di Demoni, un Mago, un Monaco e uno Sciamano. (nda: il Barbaro di Diablo 3 non è lo stesso del secondo capitolo, nonostante ai primi annunci Blizzard avesse confermato questa cosa, ritrattata successivamente).

Lo sconosciuto che venne dal cielo

Arrivati al luogo dell’impatto, scoprirono che ciò che era arrivato dal cielo non era un oggetto ma un individuo, che purtroppo non ricordava nulla della sua storia o del suo scopo. Unico indizio era la sua spada in frantumi.

Su ordine di Cain, gli eroi rintracciarono i frammenti perduti della spada per poter capire chi era costui, ma ritornati a Nuova Tristram scoprirono che il vecchio saggio era caduto prigioniero di Maghda, seguace di Belial. La demone venne scacciata ma non prima che Cain fosse mortalmente ferito; con le sue ultime forze, Deckard riuscì a riparare la spada, morendo nell’impresa.

Il sacrificio non fu vano: con la spada riforgiata l’individuo si rivelò non essere altro che l’Arcangelo Tyrael, che aveva rinunciato alla sua divinità per poter avvertire gli umani dell’arrivo dei demoni Belial e Azmodan. L’intenzione dei demoni era di riprendere il conflitto per il dominio di Sanctuarium da dove era stato lasciato prima dell’esilio dei Tre Primi Maligni.

La Pietra Nera delle Anime

Gli eroi inseguirono quindi Maghda fino Caldeum e riuscirono ad intrappolarla ad Alcarnus, dove venne sconfitta una volta per tutte. Da lei gli eroi ottennero una preziosissima informazione: Belial si stava nascondendo a Caldeium e controllava la città nell’ombra. Il manipolo di avventurieri, cercando ulteriori indizi, riuscirono a liberare Adria, prigioniera di Belial e madre scomparsa di Leah.

Dopo lo scontro a Tristram (nda: il primo Diablo) Adria si era data alla fuga costretta dalle forze demoniache. Il suo scopo era preciso: trovare la Pietra Nera delle Anime, unico artefatto in grado di catturare e contenere le anime dei Primi Maligni e di quelli Minori, bandendoli per sempre.

Con l’aiuto della magia di Leah, l’Horadrim creatore della Pietra venne richiamato dai morti: Zoltun Kulle. La compagnia si diresse quindi nel deserto, dove era nascosto l’accesso agli archivi dove la Pietra era custodita. 

Una volta ritrovata, Kulle fu sorpreso di vedere che già cinque delle sette anime dei maligni minori erano custodite nella Pietra Nera; Adria confessò di essere già al lavoro da vent’anni, nei quali imprigionò le anime dei maligni Minori. Ma la pazzia di Kulle ebbe il sopravvento: egli offrì ai nostri eroi la collaborazione per distruggere Paradiso e Inferi e regnare incontrastati su Sanctuarium. Offerta che venne rifiutata, e Kulle venne per sempre rimandato tra i morti.

In possesso della Pietra Nera delle Anime, gli eroi tornarono a Caldeum solo per scoprire che il controllo di Belial era ormai assoluto. Nei panni dell’imperatore bambino Hakam II, Belial aveva assediato la città. Gli eroi quindi assaltarono il Palazzo Imperiale e in uno scontro che quasi lo rase al suolo sconfissero il Maligno Minore, imprigionando la sua anima nella Pietra.

il cratere di Arreat

Il ritorno di Diablo

A questo punto il prossimo obiettivo era Azomdan. Quest’ultimo aveva assediato il Cratere di Arreat, luogo ove risiedeva la Pietra del Mondo prima della sua distruzione, e da quel punto stava iniziando con le sue truppe l’invasione di Sanctuarium. Il gruppo di avventurieri discese fin nelle profondità del cratere, sconfiggendo prima i suoi luogotenenti e infine Azmodan stesso, imprigionando anche la sua anima nella Pietra.

Tuttavia, la vittoria non ebbe il risultato sperato. Ritornati a Rocca Bastione, venne alla luce che Adria non era mai stata dalla parte dell’umanità, ma era servitrice di Diablo stesso. Imprigionato Tyrael, con un rituale sacrificò la sua stessa figlia Leah come ricettacolo per la resurrezione di Diablo, tramite il potere della Pietra Nera.

Adria fuggì, e Diablo fu di nuovo a piede libero su Sanctuarium, questa volta con il potere di tutte le anime dei Primi e dei Maligni Minori. La sua prima mossa fu quella di aprire un portale per il Paradiso stesso e di invaderlo direttamente. Il suo scopo era quello di distruggere le armate celesti e di regnare incontrastato.

L’invasione del Paradiso

Arrivato ai Cancelli di Diamante, Diablo si trovò a scontrarsi con Imperius, l’Arcangelo del Valore. Il Primo Maligno lo sconfisse e abbattè i Cancelli, lasciando via libera alle schiere demoniache. Il concilio di Angiris era ormai disperso.

All’arrivo in Paradiso, i nostro eroi trovano un mondo sconvolto dalla distruzione. Imperius dà loro colpa di quanto accaduto, ma questo non li fermerà. Partiti all’inseguimento di Diablo, sconfissero i suoi generali e liberarono Itherael e Auriel, membri del Concilio.

Alla fine giunsero all’Arcata di Cristallo, punto di origine della vita di tutti gli angeli e del Paradiso stesso. In questo luogo sacro avvenne lo scontro tra Diablo e i Nephilim dal quale quest’ultimi uscirono vittoriosi con il Primo Maligno che precipitò nel vuoto sottostante. Dopo la vittoria, il Concilio di Angiris venne reinstaurato, e Tyrael vi prese nuovamente parte come Arcangelo della Saggezza.

Un nuovo nemico alle porte

Fu deciso che la Pietra Nera delle Anime dovesse essere custodita nel Paradiso; Tyrael, contrario alla scelta, la trafugò e fondò nuovamente la setta degli Horadrim, incaricandoli di custodire la Pietra ora nascosta sotto le rovine di Corvus.

Ma una minaccia prima sconosciuta fece ingresso nel conflitto: Malthael, Arcangelo della Morte. Arcangelo della Saggezza prima di Tyrael, disilluso dopo migliaia di anni di scontri tra Angeli e Demoni, egli era convinto che non si sarebbe mai arrivati a una risoluzione dell’Eterno Conflitto. Quindi era partito con lo scopo di distruggere qualunque forma di vita contaminata dal potere demoniaco, includendo i Nephilim.

Rubata la Pietra, Malthael la spostò alla Fortezza del Pandemonio, da dove avrebbe potuto assorbire tutte le anime corrotte di Sanctuarium.

Il gruppo di eroi, ora con l’aggiunta di un Crociato, cercò di ripercorrere la strada di Malthael; nelle rovine di Crovus trovarono Adria, e la sconfissero una volta per tutte vendicando la morte di Leah.

La battaglia con Malthael

A questo punto partirono alla volta della Fortezza del Pandemonio. Sconfitti i generali di Malthael, arrivarono allo scontro diretto con l’Arcangelo. Dopo una prima fase in cui gli eroi sembravano avere la meglio, Malthael distrusse la Pietra assorbendo in sè tutte le anime in essa contenute, e lanciando un nuovo assalto armato di ancora maggiori poteri.

Ma l’azione disperata di Malthael non ebbe successo, i Nephilim riuscirono a sconfiggerlo definitivamente. Tuttavia questa azione ebbe la conseguenza di rilasciare tutte le anime contenute nell’Arcangelo, comprese quelle di Diablo e degli altri Maligni, che non avevano più una prigione una volta distrutta la Pietra.

La fine della storia… oppure no?

Furono quindi sventate le nuove minacce che avevano messo in pericolo la pace di Sanctuarium e del creato. Ma Tyrael, testimone degli eventi, realizzò come i Nephilim, capaci di sconfiggere sia i campioni del Paradiso che dell’Inferno, fossero qualcosa di potenzialmente incontrollabile. Se uno o più di loro avessero ceduto alla corruzione, chi avrebbe potuto fermarli?

Tyrael comprende il vero potere dei Nephilim nel filmato finale di Reaper of Souls

E con questa domanda si conclude il nostro viaggio nella storia di Diablo. Abbiamo visto come i nostri amati Nephilim, nati dalla volontà di scappare da un conflitto inutile, siano comunque diventati fulcro in questo scontro. Abbiamo capito come i tentativi di controllarli si siano rivelati vani, al contrario dimostrando quanto fossero in realtà potenti.

Quale sarà il destino dei Nephilim? E quali nuove storie e avventure vivremo con un nuovo Diablo? La risposta verrà col tempo, sperando in qualcosa di unico che saprà riaccendere la fiamma del farming in noi.

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Marco Rossetton

Appassionato di pc building, gaming, lore freak e number cruncher. La passione per Diablo influenza da sempre le mie esperienze videoludiche.